Scegliere il sughero come isolante permette di coniugare efficienza e sostenibilità ambientale. Scopri le caratteristiche di questo materiale e come usarlo.
Investire in soluzioni ecocompatibili per l’edilizia è il miglior modo per mettere d’accordo efficienza tecnica, durevolezza, salubrità e salvaguardia del pianeta.
Al posto del classico cappotto termico interno o esterno in materiali sintetici, per l’isolamento degli edifici si può, per esempio, ricorrere al sughero. Questa opzione è un’eccellente alternativa ai pannelli in polistirene o poliuretano espanso, rispetto ai quali ha anche delle qualità aggiuntive, come l’essere fonoassorbente e interamente riciclabile.
In più, il sughero assicura la traspirabilità delle superfici, riducendo i ponti termici e la conseguente formazione di muffe e condensa qualora dipendano dall’isolamento. Inoltre, l’elevata resistenza all’umidità contribuisce alla sua notevole durata nel tempo.
In questo articolo vedremo i vantaggi e gli svantaggi dei pannelli isolanti in sughero e le loro modalità di posa.
L’efficacia del sughero come isolante è indiscutibile. Il suo indice di conducibilità termica, infatti, è estremamente basso e oscilla tra 0,036 e 0,045 W/mK, a seconda della densità dei pannelli. Questi valori sono simili a quelli del polistirene e solo leggermente superiori a quelli del poliuretano espanso.
I pannelli isolanti in sughero, peraltro, non riducono soltanto lo scambio termico tra interno ed esterno dell’edificio, ma limitano anche i rumori. Questo è dovuto alla struttura elastica, che è in grado di assorbire vibrazioni e onde sonore, migliorando sensibilmente il comfort acustico.
Nonostante i materiali sintetici possano offrire un lieve vantaggio in termini di dispersione del calore, il sughero ha ottime performance sul piano dello sfasamento termico. Durante i mesi estivi è, dunque, più efficace nel mantenere gli ambienti freschi, poiché il calore esterno impiega molte ore (circa 18) per penetrare attraverso le pareti.
Inoltre, rispetto ai materiali isolanti termici derivati dal petrolio, il sughero ha una maggiore stabilità dimensionale e rimane inalterato per decenni, scongiurando la formazione di ponti termici dovuti al restringimento dei pannelli.
Insieme all’elevata traspirabilità del materiale, che impedisce che l’umidità venga trattenuta all’interno portando alla formazione di condensa, questa caratteristica può ridurre la comparsa di muffe sulle pareti.

Il sughero è tra i materiali naturali più efficaci per l’isolamento dalle basse temperature. Infatti, non riduce solo la dispersione del calore interno, ma previene anche l’ingresso del freddo dall’esterno. Questa doppia azione è essenziale per ottenere un livello ottimale di comfort termico negli ambienti e assicurare il risparmio energetico.
Le qualità del sughero come isolante derivano dalla sua particolare struttura alveolare, composta da un numero che varia tra i 30 e i 40 milioni di micro cellule per cm³.
Ogni cellula è racchiusa da una membrana sottile e impermeabile, cosa che limita il trasferimento termico per conduzione, e l’ingente volume di aria presente nelle cellule impedisce anche il passaggio termico per convezione.
Inoltre, il sughero è una scelta eccellente per la coibentazione degli edifici, in quanto ha la caratteristica di essere termicamente inerte.
Il materiale ha oscillazioni di temperatura molto limitate anche in condizioni climatiche estreme o in caso di forti escursioni termiche e in un range che va tra i -160 e i +160 °C si mantiene sempre tra gli 8 e i 13 °C.
I pannelli isolanti in sughero possono essere usati per la coibentazione interna degli edifici e per la realizzazione di cappotti termici bio-edili. Per impiegare efficacemente il sughero come isolante e non compromettere le performance, la salubrità e la sostenibilità del materiale, tuttavia, è fondamentale che la posa sia eseguita in maniera corretta.
Il supporto deve essere asciutto, ben livellato e pulito, per assicurare un’adesione ottimale dei pannelli, che dovranno essere incollati con prodotti adeguati.
Per la realizzazione del cappotto esterno vanno usati adesivi e malte rasanti traspiranti, in modo da non vanificare la permeabilità al vapore del sughero. Per la posa in interni, invece, bisogna scegliere collanti naturali, per evitare l’emissione di formaldeide e altri composti organici volatili (VOC).
I pannelli vanno applicati in maniera sfalsata, assicurandosi che siano perfettamente accostati e non vi siano fessure.
Oltre ai materiali adesivi, per migliorare la tenuta meccanica nel tempo, è consigliabile rinforzare il fissaggio dei pannelli isolanti in sughero con tasselli a rosetta.
Una volta completato l’incollaggio, le superfici vanno armate con una rete in fibra di vetro antialcalina e rasate. Se li si installa all’interno, tuttavia, i pannelli possono anche essere lasciati a vista, per sfruttare l’estetica del materiale.
Il principale problema dell’uso del sughero come isolante è il costo iniziale. Trattandosi di un materiale naturale ricavato dalla corteccia di un tipo di quercia, la sua estrazione va eseguita a mano e deve rispettare i cicli naturali di rigenerazione. Gli isolanti sintetici, invece, essendo prodotti a livello industriale, sono più economici.
Un altro svantaggio della scelta del sughero come isolante è la sua minore resistenza alla compressione, rispetto ai materiali rigidi estrusi. Se i pannelli devono essere posati sotto carichi pesanti, questo impone di valutarne bene sia la densità che lo spessore.
Inoltre, il sughero ha un particolare odore, che può persistere per qualche tempo dopo l’installazione. Tuttavia, le performance e la longevità del prodotto bilanciano ampiamente tutti questi aspetti.
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