Il restauro dei mobili in legno, come affrontare il problema dei tarli

09/10/16

Il restauro del legno è una delle sezioni più interessanti e antiche del recupero dei materiali. Chi si è approcciato almeno una volta al restauro dei mobili in legno sa bene che spesso ci si trova a dover affrontare il problema dei tarli. Una breve guida per ottenere i risultati che desideriamo nel campo del restauro del legno.

Conosci il nemico: il tarlo del legno

Il tarlo del legno è l'origine di una delle principali patologie che affligge non solo i mobili, ma anche elementi strutturali lignei. Il tarlo del legno è un insetto xilofago che si nutre del legno e vive all'interno delle cavità da lui stesso scavate.

La presenza del tarlo del legno si evidenzia poiché le superfici degli elementi lignei presentano piccole forature esterne con annessa polvere di legno accompagnata dal caratteristico rumore. Queste forature esterne possono però nascondere gravi mancanze interne. Se in natura il tarlo del legno è un prezioso elemento per la distruzione dei tronchi di legno, quando si annida nel legno dei mobili o, peggio, delle travi, diventa un problema da affrontare con serietà e scrupolo.

Il tarlo del legno, infatti, è in grado di distruggere nel tempo anche elementi dalle dimensioni considerevoli: le cavità da lui scavate all'interno del materiale rendono il legno fragile compromettendone la stabilità e affidabilità strutturale a carico. Stessa cosa accade nei mobili in legno: una gamba di un tavolo che sembra avere solo qualche piccola foratura, potrebbe presentare gravi lacune interne e cedere sotto un carico di modeste dimensioni.

Il restauro del legno: nuovi e vecchi interventi.

Quando ci si appresta ad effettuare il restauro del legno, la presenza dei tarli è uno dei principali aspetti da valutare: forature chiare e tracce di polvere di legno stanno a significare che il tarlo del legno è da poco uscito dalle cavità o, se si sente il rumore, che sta ancora continuando la sua opera di scavo.

Forature scure con bordi sfrangiati, invece, sono segno che un intervento è già stato fatto. Un intervento di restauro del legno però non significa aver debellato per sempre il problema dei tarli, eliminarli in maniera definitiva è infatti impossibile, si può agire sul lungo periodo con interventi ad hoc che salvaguardino forma e sostanza degli elementi in legno.

Ma come procedere per avere la sicurezza che il restauro dei mobili in legno sia ben eseguito? E' essenziale procedere a un trattamento antitarlo che stabilizzi la struttura del legno e che non permetta a nuove larve di prolificare al suo interno.

Il trattamento antitarlo nel restauro dei mobili in legno

Il restauro dei mobili in legno afflitti da problema dei tarli presenta, come visto nel precedente paragrafo, due principali situazioni: tarlature su cui è già stato fatto un intervento e tarlature nuove. Nel primo caso si può precedere alla chiusura delle forature vecchie con stucco per legno del colore più prossimo alla essenza che si sta restaurando, oppure, se il danno è più consistente, si possono fare iniezioni di colla vinilica leggermente diluita all'interno della struttura così da rafforzarla e rinsaldare le fibre interne.

Se invece si effettua un restauro dei mobili in legno con tarlature "in fieri", il procedimento richiede abilità e una buona dose di pazienza. In primo luogo va detto che l'unico modo per debellare i tarli è ucciderli e il sistema più efficace è iniettare veleno nelle fibre lignee di cui si nutrono. A tale scopo esistono trattamenti antitarlo già pronti in commercio: una volta pulita la superficie e data una prima mano di antitarlo a pennello sulla superficie esterna, basterà avere la pazienza di iniettare il prodotto in ogni cavità con un siringa inserita il più a fondo possibile.

Il restauro del mobile in legno mediante prodotti antitarlo prevede poi una seconda fase che completi il processo di eliminazione dei fastidiosi insetti: il mobile (o comunque la parte di mobile interessata) va sigillato in un sacchetto di plastica in cui sarà posizionato un contenitore di antitarme o di canfora che garantisca la saturazione di veleno dell'intero ambiente.

Un paio di settimane di sigillatura assicurano l'efficacia del trattamento che prosegue con la successiva aerazione del componente finché non perde ogni odore.  Si esegue poi il riempimento a siringa delle cavità, la stuccatura e l'eventuale lucidatura a cera finale.

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