La Casa al Tempo della Crisi

10/07/13

In attesa di commentare i contenuti della relazione del presidente di Ance Buzzetti, presentata oggi a Roma, i dati sulle compravendite rimangono allarmanti. Ma è davvero solo colpa dell’Imu?

Si è svolta oggi a Roma il Convegno annuale dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili). La relazione del presidente Paolo Buzzetti ha riguardato principalmente l’analisi dei dati sui pagamenti della Pubblica amministrazione, la spesa dello stato e il taglio degli investimenti.

Avremo modo nei prossimi giorni di conoscere più dettagliatamente i contenuti del documento di Ance, ma nel frattempo i siti Internet dei principali quotidiani hanno iniziato a presentare i primi commenti sul mercato della casa. Per esempio, da “Corriere.it” segnaliamo un virgolettato del presidente Buzzetti: «Il mercato della casa è praticamente fermo: l'acquisto di nuove abitazioni da parte delle famiglie ha subito un crollo di 74 miliardi di euro rispetto a 6 anni fa». Per poi aggiungere che “l’Imu ha contribuito in modo determinante a questa caduta”.

Anche le notizie sul mercato immobiliare non sono allegre. Secondo Nomisma, che ha effettuato un sondaggio nelle 13 maggiori città italiane, sulla base dei dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, si nota una flessione della compravendita di abitazioni anche in questo 2013. Cita “Corriere.it”: “Il dato è pari a -14,2% (-25,8% nel 2012 corrispondente a -154.000 compravendite). Il calo rispetto ai livelli pre-crisi è -53,8% (-110.000 compravendite su base trimestrale). I tempi medi di vendita di sono ulteriormente allungati raggiungendo una media di 8,5 mesi per l'acquisto di abitazioni, 10,4 mesi per gli uffici, 9,8 mesi per i negozi e 7 mesi per i box. Per tutte le tipologie l'allungamento dei tempi è stato di 1 mese e mezzo. Il mercato immobiliare italiano per Nomisma si presenta con un «evidente eccesso di offerta e da una domanda esigua e selettiva». Tuttavia, per Nomisma, sono almeno 800.000 i nuclei familiari che ancora oggi si dichiarano pronti ad acquistare casa, al di là di valutazioni di opportunità”.

A commento dei commenti, ci sentiamo di formulare alcune considerazioni. L’Imu, come tutte le tasse sulla casa, certamente penalizza il mercato, ma in un’ottica generale di tassazione, è forse meglio pagare una gabella unica e definita, per quanto odiosa possa essere, piuttosto che assistere come sempre impotenti agli aumenti di carburanti, servizi sociali in genere, ticket sanitari, pedaggi autostradali. Sappiamo ormai tutti che se tolgono da una parte aumentano dall’altra, perché la nostra politica economica prende spunto dal gioco delle “tre tavolette”.

Più interessante, se vogliamo, è il concetto di domanda “esigua e selettiva”. È interessante perché ci riconduce a quel valore di qualità che manca in gran parte del patrimonio immobiliare nuovo degli ultimi anni che realmente ha penalizzato e continua a penalizzare le compravendite. E, più in generale, ci ricorda uno dei principi basilari del cambiamento del mondo in cui viviamo, dove nulla può essere lasciato al caso. Qualità della distribuzione edile compresa.

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