I pavimenti in laminato sono un’alternativa pratica e low cost al parquet, adatta anche alla posa fai da te. Scopri le loro caratteristiche e come curarli.
Per il suo pregio estetico e la sua piacevolezza sensoriale, il legno è da sempre uno dei materiali più apprezzati per le finiture degli interni. I costi elevati e le attenzioni richieste per mantenerlo bello nel tempo, tuttavia, spesso scoraggiano dallo sceglierlo per i pavimenti.
Il mercato oggi propone diverse soluzioni che permettono di superare questi limiti e di ottenere l’effetto visivo desiderato, con una spesa più contenuta e con l’impiego di materiali meno soggetti a macchie e graffi.
In questo articolo esploreremo i vantaggi del laminato, un’opzione facile da posare e da pulire, che regala agli spazi un’eleganza paragonabile a quella dei pavimenti in massello a un prezzo molto più accessibile.
I pavimenti in laminato sono un’alternativa moderna al parquet tradizionale e, per le loro caratteristiche, sono sempre più apprezzati nell’architettura d’interni contemporanea. Il loro crescente successo si deve, in particolare, al costo contenuto, alla praticità e alla compatibilità con contesti in cui vivono bambini e animali domestici.
Il laminato è un materiale versatile che, a differenza del legno, non è soggetto a variazioni cromatiche dovute all’esposizione alla luce solare diretta e può essere declinato in un’ampia gamma di finiture. Può, pertanto, riprodurre qualunque essenza: da quelle più comuni, come il rovere, a quelle più ricercate, come l’ebano.
I vantaggi principali di questo tipo di pavimenti sono:
Questa tipologia di finitura delle superfici calpestabili ha anche il vantaggio di essere compatibile con gli impianti di raffrescamento e riscaldamento a pavimento.
Se di buona qualità, inoltre, i pavimenti con sistema a incastro realizzati in laminato possono essere smontati e riposizionati in un ambiente diverso. Quindi, in caso di trasloco o se si decide di aggiornare il design degli interni della propria abitazione, è possibile riutilizzarli.
Se si vive in una casa in affitto, peraltro, la reversibilità della posa li rende una soluzione ideale per coprire un pavimento che non piace (ma occorre comunque chiedere l’autorizzazione del proprietario).
Sebbene l’impatto visivo del parquet e del laminato sia piuttosto simile, queste due tipologie di pavimenti sono di materiali tra loro molto differenti.
Il parquet è al 100% in legno, che può essere massello oppure multistrato, Nel secondo caso, viene denominato “prefinito” e i suoi listelli sono composti da uno strato superficiale in un’essenza nobile e sotto di esso uno o più strati di supporto in legni meno pregiati.
Anche i pavimenti in laminato effetto legno sono compositi, ma sono costituiti principalmente da un pannello in HDF (High Density Fiberboard). A questo sono sovrapposti uno strato decorativo che riproduce l’aspetto del legno e uno strato trasparente protettivo (overlay) in resina.
L’HDF è una fibra di legno ad alta densità derivata da materia prima riciclata, quali scarti di lavorazione, residui di segheria e legni di recupero.
La materia prima viene triturata finemente e la polvere ottenuta viene mescolata con resina melaminica. Al composto viene poi data forma tramite un processo di pressatura ad alta temperatura e con forza elevata.
Il risultato è una struttura di straordinaria densità e compattezza, che anche in spessori ridotti assicura una grande durezza e resistenza alla compressione e, dunque, è meno vulnerabile a graffi e ammaccature rispetto al legno.

I pavimenti in laminato sono facili da pulire e richiedono una manutenzione minima. Lo strato superficiale in resina, infatti, sigilla il pannello in HDF e li rende più impermeabili e meno soggetti alle macchie rispetto a quelli in legno che, essendo in un materiale poroso, assorbono velocemente i liquidi.
Questo non significa, tuttavia, che possano essere lavati come i pavimenti in ceramica. Le fughe tra i listelli rappresentano un punto di vulnerabilità: se l’acqua ristagna in queste aree e penetra fino a raggiungere il pannello in HDF, il materiale potrà gonfiarsi e deformarsi permanentemente.
Per il lavaggio si dovranno, pertanto, usare uno straccio o un mop ben strizzati, in modo da creare solo un sottilissimo velo di umidità, che potrà asciugarsi rapidamente.
Quanto ai detergenti, occorre orientarsi verso prodotti neutri da diluire in acqua tiepida o fredda. I detersivi aggressivi, come quelli a base di cloro o ammoniaca, in particolare, vanno assolutamente evitati.
A differenza del legno, il laminato non richiede ceratura né verniciatura e non deve essere periodicamente lamato, per riportarlo alla bellezza originaria. L’impossibilità di levigarlo, tuttavia, fa sì che, in caso di danni di una certa entità, i listelli interessati siano irrecuperabili e non si possa far altro che sostituirli.

Se opportunamente curato, un pavimento in laminato può durare per decenni, mantenendo inalterato il proprio aspetto. La sua durabilità, tuttavia, dipende solo in parte dalle abitudini quotidiane.
I fattori più determinanti per assicurarne la longevità sono, infatti, la sua qualità e la scelta della giusta classe di resistenza, in base alle proprie necessità. Senza dimenticare che anche la posa corretta gioca un ruolo non trascurabile.
Di conseguenza, per l’acquisto di questa tipologia di pavimenti, è fondamentale fare riferimento ad aziende affidabili, che possano fornire garanzie relative alla classe d’uso e all’indice di abrasione.
Se stai pensando di usare il laminato a effetto legno per i pavimenti della tua casa, ti consigliamo di recarti presso il punto vendita del Gruppo Made a te più vicino.
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