Installare una rete antigrandine evita i danni causati dalle precipitazioni. Scopri come proteggere l’auto e le piante con questo sistema di difesa passiva.
Non è raro che durante l’estate si verifichino grandinate improvvise. Questi fenomeni, infatti, sono più frequenti nei mesi caldi, a causa della presenza contemporanea di elevati tassi di umidità e di importanti differenze tra le temperature al suolo e quelle alle alte quote atmosferiche.
Le manifestazioni meteorologiche di questo tipo rappresentano un rischio da non sottovalutare, in quanto riescono in pochi minuti a mandare in fumo mesi di sforzi per prendersi cura di colture professionali o dell’orto di casa. Inoltre, possono rovinare la carrozzeria e perfino infrangere i cristalli delle auto parcheggiate all’aperto.
In questo articolo vedremo come i teli appositi riescano a intercettare la grandine e schermare veicoli e coltivazioni e come scegliere e predisporre al meglio queste barriere.
Una rete antigrandine è una tela sintetica a maglia fitta che riesce a intercettare le precipitazioni, permettendo comunque il passaggio di aria, acqua e luce solare.
Per realizzare questi articoli, vengono usati materiali con un buon potenziale elastico e un’elevata resistenza meccanica. Il più comune e performante è il polietilene ad alta densità (HDPE), col quale si producono anche reti da cantiere e recinzioni da giardino.
La funzione primaria delle reti è dissipare l’energia cinetica dei chicchi di grandine e frammentarli o deviarli, in modo da evitare l’impatto con quello che si trova al livello sottostante. Similmente, viene diminuito anche il potenziale distruttivo delle piogge più intense.
Oltre a costituire una barriera fisica, le reti sono di grande utilità per la regolazione climatica, poiché permettono di controllare lo stress meteorologico a cui sono sottoposte le coltivazioni.
Aiutano, infatti, a trattenere l’umidità del terreno e a ridurre la frequenza di irrigazione, limitando l’evaporazione causata dal calore. Servono, peraltro, anche a mitigare le raffiche di vento, che a loro volta contribuiscono a seccare il suolo e che in aggiunta possono danneggiare gravemente foglie, fiori e frutti.
Le reti, inoltre, consentono di schermare parzialmente i raggi UV e di attenuare gli sbalzi di temperatura.
Le reti antigrandine sono usate soprattutto in frutteti, vigneti e orti. In tali contesti, questi sistemi di difesa passiva consentono di ridurre il rischio di eventi avversi e di proteggere l’investimento fatto in termini di risorse economiche e temporali, salvaguardando il raccolto e preservando la salute delle piante per le stagioni successive.
Poiché hanno un costo non particolarmente elevato e sono abbastanza semplici da installare, il ricorso a queste barriere è indicato non solo per le aziende agricole, ma anche per i terreni coltivati esclusivamente per uso domestico.
Le reti sono molto utili, inoltre, per proteggere dal sole e dalle intemperie i parcheggi scoperti e vengono largamente usate in luoghi pubblici quali centri commerciali e rimesse a cielo aperto.
In modo analogo, è possibile impiegarle per realizzare tettoie per auto economiche e con un impatto estetico e un ingombro limitati, per proteggere i veicoli parcheggiati negli spazi esterni della casa.
Essendo per lo più dotate di supporti rimovibili, peraltro, queste strutture hanno il vantaggio di rientrare tra gli interventi di edilizia libera, in quanto non aumentano la cubatura dell’immobile. Pertanto, a differenza delle coperture sorrette da pilastri in muratura, è generalmente possibile costruirle senza la necessità di richiedere alcun permesso.

Per l’installazione di una rete antigrandine occorre una struttura di supporto costituita da pali verticali, tiranti e ganci per l’ancoraggio.
Nel progettarla, bisogna valutare attentamente il numero e il posizionamento dei pali, rispetto alla superficie da coprire. Questo, infatti, incide in maniera determinante sulla capacità del sistema di non cedere sotto il peso del ghiaccio.
I pali possono essere in legno o metallo e vanno distribuiti in modo regolare, formando file parallele lungo l’area d’interesse.
Una volta che sono stati fissati saldamente al terreno, va costruita un’impalcatura passando del fil di ferro o un cavo d’acciaio tra un supporto e l’altro, sia nel senso della lunghezza sia in quello della larghezza. Ultimata questa fase, si potrà posizionare la copertura.
La rete dovrà essere ben tesa, perché la presenza di pieghe comporta la creazione di zone di accumulo, che compromettono l’efficienza e la stabilità del sistema.
Se sono stati usati più teli, sarà necessario collegarli tra loro. Per farlo, vanno usate delle apposite placchette di plastica, che assicurano il giusto grado di tensione superficiale, ma in presenza di carichi eccezionali si aprono automaticamente.
Questo permette il deflusso della grandine accumulatasi, evitando il collasso della struttura e i danni che ciò provocherebbe.
Il primo fattore da valutare nella scelta di una rete antigrandine è la struttura del telo. La tessitura deve essere indeformabile e resistente alla smagliatura, per mantenere la propria efficacia anche in presenza di piccoli strappi, e la grandezza della maglia deve garantire la luce necessaria in base alla tipologia di coltura.
Per una maggiore facilità d’installazione e una lunga durata, inoltre, è meglio che il telo abbia bordi rinforzati e sia realizzato con materiali stabilizzati contro i raggi UV.
Bisogna prestare attenzione anche al colore della rete, che deve essere adeguato alla luminosità della zona e alle specifiche esigenze di ombreggiamento delle piante, per non compromettere la crescita vegetativa. Il nero è l’alternativa più schermante, ma esistono anche reti grigie, bianche o trasparenti.
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