Materiale ignifugo: classe, prezzo e normativa di riferimento

03/12/17

Spesso sentiamo parlare dei materiali ignifughi e delle loro proprietà. Come l’etimologia del nome suggerisce, trattasi di materiali in grado di non reagire o reagire limitatamente al fuoco. Infatti il termine in questione deriva dal latino: ignis sta per fuoco e fugio sta per fuggire, ma anche, interpretato transitivamente, mettere in fuga, respingere. Vediamo assieme tali materiali, il modo in cui vengono classificati ai sensi di legge e dove possiamo trovarli nel mercato di tutti i giorni.

Cos'è un materiale ignifugo

Un materiale ignifugo è, come detto, un materiale in grado di non reagire al fuoco oppure di farlo con estrema lentezza, impedendo quindi la nascita di un incendio o arginandone fortemente l’espansione.

Questa proprietà è innata nei materiali. Ne esistono infatti alcuni che ardono con estrema facilità e altri decisamente restii alla combustione. Vediamo come queste caratteristiche vengono valutate e classificate dalle normative.

materiale ignifugo

Normativa materiale ignifugo: europea e italiana

La normativa europea che tratta l’argomento è la UNI EN 1350-1 e illustra la classificazione dei materiali e dei prodotti da costruzione in funzione della loro reazione al fuoco, intesa come la partecipazione al fuoco che il materiale in questione manifesta se messo a contatto con esso. Le tre categorie normate sono:

  1. Prodotti da costruzione
  2. Pavimenti
  3. Materiali per l’isolamento delle condutture

I prodotti da costruzione sono inseriti nelle Euroclassi A1, A2, B, C, D, E ed F. Le prime due sono incombustibili, mentre le altre sono combustibili in modo crescente dalla B alla F. Alcuni esempi celebri contenuti nelle categorie A1 e A2 sono:

  • Cemento
  • Calcestruzzo
  • Minerali
  • Vetro
  • Lana di roccia
  • Ceramica
  • Lana di vetro

Per quanto riguarda il panorama normativo italiano, abbiamo in vigore la UNI CEI EN ISO 13943/2004. Essa valuta il grado di partecipazione al fuoco di numerosi materiali quali per esempio:

  • Coperte e lenzuola
  • Tendaggi di vario genere
  • Mobili in legno come tavoli, sedie, banchi scolastici e quant’altro
  • Mobili imbottiti
  • Pareti divisorie e cartongessi vari
  • Controsoffitti
  • Vernici

In questa norma il comportamento al fuoco viene valutato sotto molteplici punti di vista per poi sintetizzare un quadro complessivo strutturato:

  • Infiammabilità
  • Velocità di propagazione delle fiamme
  • Gocciolamento quando sottoposto a forte calore
  • Sviluppo di calore nell’unità temporale
  • Produzione di fumo durante la combustione
  • Produzione di sostanze nocive durante l’incendio

Materiale ignifugo: classe di riferimento

Il decreto del ministero dell’interno risalente al 26 giugno del 1984 illustra la regolamentazione della reazione al fuoco dei materiali. Esso stabilisce 6 classi:

  • Classe 0
  • Classe 1
  • Classe 2
  • Classe 3
  • Classe 4
  • Classe 5

In queste aumenta la partecipazione alla combustione del materiale al crescere della cifra. Tutti i materiali utilizzati in edilizia e che di fatto sono incombustibili - come il calcestruzzo, la lana di roccia, il cartongesso - rientrano in classe 0.
I materiali che si inseriscono in classe 1, 2 e a seguire fino alla 5 partecipano al fuoco in modo crescente con la loro classe di appartenenza.

Materiale ignifugo isolante: quali sono

Esistono alcuni prodotti che sono al contempo ignifughi e isolanti da un punto di vista termico. I due esempi principali che possiamo riportare sono i seguenti:

  1. Lana di roccia
  2. Lana di vetro

Questi sono esempi celebri che più spesso vengono conosciuti come isolanti termici in primis. Infatti esistono pannelli rigidi da porre sulle coperture o rotoli flessibili da stendere sul sottotetto al fine di garantire protezione dal freddo invernale e dal calore estivo.

Ma possiedono anche un comportamento fortemente ignifugo tanto è vero che un utilizzo ideale di tali prodotti è quello di avvolgere le canne fumarie esterne per un doppio fine. Isolano la canna fumaria termicamente, e quindi il fumo che la percorre internamente in risalita non si raffredda completando agevolmente la sua ascesa. E abbattono il rischio di incidenti quali incendi e scottature.

Prodotti ignifughi naturali

In questo caso ricordiamo che sia la lana di roccia sia la lana di vetro sono prodotti di origine naturale: pertanto se siete alla ricerca di soluzioni edilizie sostenibili possono fare al caso vostro.

Materiali ignifughi economici

Terminiamo parlando sempre di lana di roccia e lana di vetro, suggerendovele anche per la loro convenienza economica. Fra le due, la seconda è ancora più conveniente. Basti pensare che potete acquistare presso un rivenditore edile rotoli di lana di vetro da 8-12 cm di spessore per un prezzo di circa 4.00-7.00 euro a metro quadrato!

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