Il Fotovoltaico Italiano Low-Cost e Superefficiente dell’Imem-Cnr

13/12/12

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Un processo di produzione di celle solari a basso costo è stato messo a punto dall’Istituto dei materiali per l’elettronica ed il magnetismo (Imem-Cnr) di Parma.

Sulla scia delle iniziative di ricerca volte a migliorare la produzione di energia elettrica dal fotovoltaico, una buona notizia arriva da un gruppo dell’Istituto dei materiali per l’elettronica e il magnetismo del Consiglio nazionale delle ricerche di Parma (Imem-Parma). Dopo tre anni di lavoro è stato messo a punto e realizzato un processo di produzione di celle solari a film sottile a elevata efficienza, non inquinante, che funziona a una temperatura ben al disotto di quella comunemente impiegata in tecniche industriali simili e collaudate.

«Il materiale policristallino impiegato per realizzare i film sottili, noto con l’acronimo di CIGS (lega di rame, indio, gallio e selenio) è ideale per applicazioni fotovoltaiche soprattutto perché assorbe la luce in modo molto efficiente – spiega Massimo Mazzer dell’Imem-Cnr –. È però complesso da sintetizzare sotto forma di film sottile mantenendo le necessarie caratteristiche di composizione chimica e di struttura cristallina, e la produzione su scala industriale non è finora decollata a causa degli alti costi». Con un lavoro di tre anni finanziato dal ministero dello Sviluppo il gruppo parmense è riuscito a inventare un nuovo procedimento che consente di depositare il film sottile sul supporto (una superficie di 16×16 cm) a una temperatura di 270 gradi centigradi, oltre 200 gradi inferiore a quella oggi dichiarata da altri centri di ricerca. Non solo, ma al contrario delle tecniche industriali attualmente in uso, la preparazione della lega evita di passare attraverso trattamenti di arricchimento del selenio che sono inquinanti e anche in parte tossici. La novità sta nel vaporizzare con un’opportuna macchina e a un’unica temperatura la lega metallica e depositarla sotto forma di plasma, cioè di gas caldo, sul supporto che verrà poi impiegato, per esempio, nell’edilizia. Con questo sistema si riesce a rendere utile oltre il 90% del materiale evaporato con scarti minimi rispetto ad altre tecniche. Secondo stime attendibili, con questo procedimento si prevede una riduzione del 50% dei costi non legati al materiale. L’obiettivo è arrivare a 700 euro per kilowatt istallato contro i 1.500 di oggi.

Fonteilsole24ore

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