Consolidamento strutturale: vademecum per i casi più frequenti

24/03/16

Nel restauro dei fabbricati la voce più importante, a livello di sicurezza e di spesa, è senz’altro il consolidamento strutturale. Lesioni, disassamenti, cedimenti del terreno sono fenomeni più frequenti di quanto si pensi e per ognuno di loro c’è una specifica soluzione.

Nell ristrutturazioni edilizie, l'aspetto che più preoccupano gli operatori é il consolidamento strutturale.

Ristrutturazioni edilizie e consolidamento strutturale, i casi più comuni.

Quando si mette mano alle ristrutturazioni edilizie uno degli aspetti che più preoccupano gli operatori,siano essi professionisti o amatoriali, è il consolidamento strutturale. Per consolidamento strutturale, però, non si intende solo quello riferito a elementi portanti dell’edificio, ma anche a porzioni semplicemente soggette a lesioni.

Tra i casi di consolidamento strutturale più frequenti troviamo, infatti, lesioni alle partizioni interne, spesso riconducibili a problemi di risalita di umidità con conseguente distacco dell’ intonaco che, però, non intacca la resistenza statica delle muratura poiché non interessa elementi portanti. Altro caso frequente è la lesione strutturale dovuta al cedimento delle fondazioni, qui la lesione viene riparata mediante un intervento di consolidamento delle fondazioni e un contestuale recupero della muratura sul piano estetico e funzionale.

Il recupero delle murature

In molti casi di ristrutturazioni edilizie, per risanare la muratura è sufficiente sostituire l’intonaco vecchio con uno nuovo a prova di umidità e che lasci traspirare la parete, senza passare al consolidamento delle fondazioni. Queste lesioni delle murature infatti, riguardano solamente la superficie della partizione e non intaccano la struttura muraria, non necessitando, quindi, di interventi più complessi.

Ciò è facilmente verificabile, basta scrostare l’intonaco nei pressi della lesione per constatare la condizione della muratura sottostante. Lesioni di questo tipo si presentano come crepe verticali, rigonfiamenti e distacchi di intonaco. Crepe orizzontali, magari a ridosso dell’attacco tra parete divisoria e travatura portante, mostrano una scarsa capacità della finitura di assorbire gli urti e i naturali micro-assestamenti della struttura, in questo caso si può ricorrere a una stuccatura con legate elastico che consenta una minore rigidezza e aumenti la capacità elastica del giunto di finitura.

Il consolidamento delle fondazioni

Se le lesioni alla muratura sono invece di natura strutturale e attraversano più profondamente il tessuto murario, allora è il caso di verificare la solidità delle fondazioni. Molto spesso, infatti, lesioni alla muratura sono sintomo del cedimento di qualche porzione di fondazione. In questo caso l’intervento è più consistente e necessita l’impianto di un cantiere di dimensioni più sostenute e, per sicurezza, la supervisione di un tecnico che saprà individuare la causa del problema e studiare la soluzione più adatta.

I casi più frequenti prevedono il consolidamento delle fondazioni in seguito a un cedimento del terreno. Causa di questi cedimenti possono essere abbassamenti del terreno dovuti all’impianto di un cantiere nelle vicinanze, la rilevazione di una falda acquifera, lo scavo di pozzi e quant'altro possa contribuire a una variazione di quota del terreno di fondazione. La soluzione che meglio si presta di solito al consolidamento delle fondazioni in presenza di ribassamento del terreno è l’intervento con micropali che, costipando il terreno e consolidandolo con materiale apposito, ristabiliscono la quota originaria riassestando il danno. In alcuni casi, ad esempio in edifici scarsamente fondati come i casolari di campagna del secolo scorso, si procede a un consolidamento detto cuci-scuci, cioè la creazione di fondazioni in cemento armato che creano una cordolatura che rende la struttura staticamente isoreagente, cosicchè possa assorbire urti di natura sismica o lievi dissesti senza intaccare la validità strutturale.

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