Come usare e scegliere una chiave dinamometrica

18/02/26

Una chiave dinamometrica garantisce serraggi precisi e sicuri in ogni progetto edile professionale o fai-da-te. Scopri come sceglierla e usarla correttamente.

In un cantiere c’è continuamente la necessità di avvitare bulloni o dadi, che si tratti della posa di una struttura o del montaggio di componenti meccaniche. 

Proprio per questo motivo nel kit degli attrezzi indispensabili di ogni professionista non manca mai la chiave dinamometrica. Si tratta di uno strumento che permette di lavorare con un livello di precisione e controllo impossibile da ottenere affidandosi solo alla forza della mano. 

E se persino chi lavora tutti i giorni con i fissaggi non si affida al solo intuito, a maggior ragione non bisognerebbe farlo in ambito domestico.

Nei prossimi paragrafi vedremo a cosa serve questo utensile, come funziona e come scegliere quello giusto.


A cosa serve la chiave dinamometrica?

Per garantire la stabilità delle giunzioni servono precisione e forza, ed è proprio lì che la chiave dinamometrica diventa indispensabile. Viene anche chiamata chiave torsiometrica perché permette di applicare la giusta forza di torsione (tecnicamente detta coppia di serraggio) in base al tipo di fissaggio e ai materiali coinvolti.

In edilizia trova impiego in innumerevoli operazioni quotidiane. Dal montaggio di infissi o ponteggi a tettoie e pergole fai-da-te, ogni vite o bullone ha un valore di coppia ottimale per la migliore tenuta nel tempo.

Rispettare i parametri è prima di tutto una questione di sicurezza, poiché un serraggio eccessivo può danneggiare le filettature mentre stringere troppo poco può comportare allentamenti. La dinamometrica, invece, consente di replicare fedelmente le specifiche tecniche fornite dai produttori di materiali edili.

Oltre alla sicurezza, però, l’uso di questo utensile riduce anche gli sprechi dovuti alle rotture accidentali in cantiere. Ecco perché chi ricerca risultati professionali lo utilizzerà sempre quando lavora su strutture e impianti, a garanzia di un fissaggio eseguito a regola d’arte

A cosa serve la chiave dinamometrica?

Come funziona una chiave dinamometrica?

Nonostante il ruolo fondamentale nell’operatività di precisione, il principio di funzionamento della chiave dinamometrica è talmente semplice da essere accessibile anche ai non esperti. 

Prima di iniziare, l’operatore imposta il valore di coppia desiderato ruotando l’impugnatura o agendo su un selettore graduato. A questo punto, procede ad eseguire il serraggio finché la chiave segnala il raggiungimento del limite impostato, rendendo di fatto impossibile applicare ulteriore forza senza accorgersene.

Il modello più semplice è la cosiddetta chiave a scatto, dove il segnale è rappresentato da uno scatto meccanico o da un click metallico. È la tipologia più diffusa in ambito professionale e domestico perché robusta e semplice da usare.

Oggi però sono disponibili anche varianti a lettura diretta che mostrano il valore di coppia in tempo reale su un quadrante o un display digitale. Queste trovano applicazione nei contesti dove la tolleranza all’errore è minima, per cui spesso includono allarmi luminosi o vibrazioni che guidano l’operatore durante il serraggio. Indipendentemente da quale si utilizza, per mantenere la chiave torsiometrica efficiente nel tempo è fondamentale evitarne usi impropri. Ad esempio, in genere non va utilizzata per svitare viti e bulloni come una normale chiave, in quanto si comprometterebbe il delicato sistema di taratura interna.

Quanto stringere con una chiave dinamometrica

Più che chiedersi quanto stringere, la domanda più giusta è quale valore di coppia impostare prima di iniziare il serraggio. La risposta è individuabile con la consultazione delle specifiche tecniche fornite dal produttore dei bulloni o del componente che si sta installando.

I valori di coppia vengono solitamente espressi in Newton metri (Nm), ma non è raro trovare schede tecniche estere che utilizzano valori espressi in libbre per piede. È essenziale quindi saper leggere correttamente le tabelle di riferimento per evitare errori grossolani di conversione.

Qualunque sia l’unità di misura, i valori non sono casuali e dipendono da diversi fattori tecnici, tra cui:

  1. Diametro della vite o del bullone;
  2. Classe di resistenza della vite o del bullone;
  3. Materiali che vengono uniti;
  4. Tipo di collegamento;
  5. Presenza di rondelle o elementi elastici;
  6. Condizione della filettatura.

Durante la fase pratica di utilizzo, occorre impugnare la chiave esclusivamente al centro del manico. La forza, poi, deve essere applicata con un movimento fluido e costante evitando strappi bruschi che possono far scattare la chiave prima del dovuto. 

Ricorda infine di non dare mai il classico colpetto finale di sicurezza, poiché quel movimento aggiuntivo applicherebbe una coppia superiore a quella desiderata, rendendo inutile la taratura iniziale. 

Quanto stringere con una chiave dinamometrica

Dove trovare le migliori chiavi dinamometriche

La chiave dinamometrica è più di un utensile. È un sofisticato strumento di precisione che deve restare affidabile nel tempo e da cui dipende la tenuta dei serraggi. Per questo motivo, quando la scegli, devi guardare soprattutto la qualità dei materiali e le certificazioni di taratura offerte.

Rivolgersi a un punto vendita specializzato, dove chi vende conosce davvero il prodotto e può aiutare a orientarsi tra le diverse soluzioni, è il miglior modo per trovare l’attrezzo giusto. Avere davanti più opzioni e poter chiedere consiglio permette infatti di capire quale strumento è adatto alle proprie esigenze.

Nei punti vendita del Gruppo Made sono disponibili chiavi dinamometriche con scale di coppia differenti pensate per utilizzi diversi. Dai modelli adatti a serraggi leggeri e di precisione a quelli progettati per i fissaggi più impegnativi, è sempre possibile individuare la soluzione tecnica corretta. 

Potrai inoltre testare l’ergonomia dell’impugnatura e ricevere consigli su come mantenere il tuo strumento in condizioni ottimali, con indicazioni sui periodi corretti per la ritaratura periodica.

Come usare e scegliere una chiave dinamometrica

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