Come proteggere la parete della cucina dallo sporco?

09/09/22

Il paraschizzi non è solo una superficie finalizzata a proteggere il muro dalle macchie, ma assume anche una funzione decorativa per valorizzare lo stile della cucina. 

Oltre alle classiche piastrelle, oggi vengono utilizzati materiali innovativi (e anche inconsueti) per proteggere la parete della cucina dallo sporco. Scopriamoli!

La cucina, oltre che luogo di aggregazione per la famiglia, è anche e soprattutto una zona operativa, un luogo di lavoro.

Qui si cuociono le pietanze, si usano coltelli e altri strumenti taglienti e ci si destreggia tra l’umidità della zona lavaggio e le alte temperature dei fuochi.

 Le sollecitazioni cui è sottoposta la parete dietro le zone operative (il cosiddetto paraschizzi) sono talmente tante che è necessario proteggerla. I pericoli infatti sono all’ordine del giorno: macchie, ristagni d’acqua, fumi di cottura, tagli, abrasioni.

Viene da sé che per rivestire una zona così esposta ci vogliano materiali resistenti a un utilizzo quotidiano energico.

Fino a qualche anno fa la scelta ricadeva quasi esclusivamente sulle piastrelle in ceramica. Oggi la tendenza si è invertita: alle classiche pareti piastrellate si preferiscono materiali lisci e non porosi, come il vetro, le vernici vetrificate, le resine, le superfici metalliche.

Tutti materiali un tempo considerati impensabili e oggi di tendenza grazie all’evoluzione della tecnologia.

In questo articolo ci concentreremo proprio sulle alternative al paraschizzi piastrellato e scopriremo quali sono i materiali più in voga per proteggere la parete della cucina dallo sporco coniugando praticità ed estetica.

Vedremo in particolare:

Iniziamo!

Come rivestire le pareti della cucina per proteggerle dallo sporco

Come accennato, la tecnologia permette oggi di utilizzare materiali che in passato sarebbero stati esclusi a priori per rivestire e proteggere la parete della cucina dallo sporco. 

Pensiamo alle moderne carte da parati: se trattate per resistere all’umidità e alle macchie sono compatibili anche con l’utilizzo in cucina e in bagno.

Un esempio limite che però ci fa comprendere il bisogno, sempre più impellente, di ricercare l’originalità e la personalizzazione non solo negli arredi ma anche nei rivestimenti.

Per le pareti della cucina i materiali più gettonati sono quelli che riescono sia a soddisfare l’occhio (con un effetto, un colore o un design particolare) che il bisogno di praticità, che in questo ambiente è prioritario.

Vediamo allora come proteggere la parete della cucina dallo sporco anche senza piastrelle, utilizzando rivestimenti che garantiscono praticità, facilità di pulizia, idrorepellenza, igienicità e resa estetica.

1. Paraschizzi in vetro: l’idea geniale per proteggere il muro dagli schizzi

Come può un materiale in apparenza fragile come il vetro adattarsi alla vita frenetica di una cucina? 

Sembrerebbe una contraddizione ma non lo è. Infatti, grazie a lavorazioni sempre più sofisticate, la parete in vetro

  • Garantisce un’ottima resistenza al calore e alle altre sollecitazioni tipiche della cucina (a patto che si scelga un vetro temperato o stratificato)
  • È anti-umidità 
  • È anti batterica 
  • È praticissima da smacchiare, essendo liscia e priva di giunti

Nella versione vetro specchiato, inoltre, la parete di fondo della cucina regala l’effetto ottico di uno spazio sconfinato.

2. Vernice vetrificante: ottima alternativa alle piastrelle cucina

Se il vetro ti sembra un materiale troppo “audace” da mettere dietro la parete della cucina, la vernice vetrificante per pareti cucina può essere un buon compromesso per ottenere un effetto simile.

In commercio esistono prodotti con finitura poliuretanica trasparente a base di resine in emulsione acquosa che si applicano su superfici già dipinte per donare un sofisticato effetto vetrificante, lucido o opaco

Si tratta di vernici atossiche, impermeabili e antimacchia.

Se, invece, si preferisce sostituire le piastrelle solo con la pittura (senza effetto vetro), per il paraschizzi l’ideale è utilizzare un prodotto idrolavabile, che, se di qualità, rende facile la rimozione di ditate, macchie e unto: basta passare un panno umido senza rischio di rovinare il colore. 

Ancora meglio se la pittura è ad azione traspirante, perché le pareti (soprattutto in cucina) hanno bisogno di “respirare” ed espellere l’eccesso di umidità.

Si ricorre sempre più spesso alla pittura idrolavabile o alla combinata “pittura idrolavabile + vernice vetrificante” per proteggere il muro dagli schizzi, perché queste soluzioni consentono di cambiare stile con più facilità, assecondando le tendenze e il variare dei gusti personali.

Infatti, mentre le piastrelle sono “fisse”, nel senso che una volta posate non vengono smantellate e sostituite con frequenza, le pitture si rinnovano con più facilità e spendendo di meno.

Inoltre, questi prodotti possono essere connotati in diverse varianti stilistiche - effetto lucido, satinato, vernice lavagna, ecc. – per un risultato ogni volta diverso.

3. Mood contemporaneo: paraschizzi e top in resina

Continuando con le scelte non convenzionali, che ne diresti di un paraschizzi che, anziché limitarsi a percorrere il top in orizzontale, continuasse a rivestire anche tutto il piano cucina come un’unica grande lastra?

Questa soluzione progettuale trova la sua massima espressione con i rivestimenti continui e omogenei, come il microcemento, il gres rettificato senza fughe e, soprattutto, la resina.

La totale assenza di fughe della resina rende la pulizia pratica e veloce. Senza contare gli altri vantaggi. Infatti, la resina si contraddistingue per essere:

  • Impermeabile
  • Resistente a oli e grassi
  • Versatile: può assumere infinite colorazioni e imitare altri materiali (le venature del legno, le finiture del marmo, ecc.)

Altro vantaggio non da poco, il paraschizzi in resina può essere steso direttamente sulle piastrelle esistenti, ottenendo un significativo risparmio di tempo e soldi.

4. Cosa mettere in cucina al posto delle piastrelle? La pietra acrilica!

Rivestimenti come legno, marmo e pietra, per quanto di impareggiabile fascino, sono troppo porosi per essere considerati adatti a coprire la parete dietro la cucina. 

Assorbono lo sporco, soffrono l’umidità e, per tali motivi, non avrebbero vita lunga come rivestimenti per proteggere la parete della cucina dallo sporco.

Esistono però delle alternative per ricreare gli effetti di questi preziosi materiali

In particolare, per sostituire la pietra naturale viene spesso usata la pietra acrilica, che presenta diversi vantaggi funzionali e decorativi:

  • Non essendo porosa, la pietra artificiale non assorbe lo sporco né l’umidità, e così tiene lontani i germi e riduce i rischi di proliferazione di batteri
  • Dal punto di vista decorativo, un paraschizzi in pietra acrilica fa una bellissima figura in cucina perché può essere personalizzato con diverse finiture (liscia, opaca, lucida), pattern e colori

5. Il metallo per un paraschizzi innovativo

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un vero e proprio exploit dei rivestimenti metallici, non solo per lo stile contemporaneo, urbano e industriale, ma anche per ambienti dal mood vintage. 

I metalli, infatti, possono avere sia un grintoso effetto cromato che un nostalgico look “arrugginito”. Pensiamo anche ai metalli dalle tonalità calde, come il rame, il bronzo e il corten, che sono perfetti per rivestire le pareti di una cucina classica o country.

Dal punto di vista tecnico, i metalli presentano gli stessi vantaggi degli altri materiali non porosi: sono lisci, impermeabili, facili da pulire perché privi di fughe, resistenti, longevi, igienici e antibatterici.

Come proteggere la parete della cucina dallo sporco: le alternative alle piastrelle

Se in passato non esistevano grandi alternative alle piastrelle in ceramica per realizzare il paraschizzi della cucina, oggi ce ne sono tantissime.

In questo articolo abbiamo visto una carrellata di materiali che sanno coniugare resa estetica e praticità e che, soprattutto, hanno in comune la capacità di proteggere efficacemente la parete della cucina dallo sporco, dall’usura e dall’umidità.

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